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Il Pene Curvo Congenito: Corporoplastica di Raddrizzamento Penieno

Andrologia

Una patologia spesso associata all’ipospadia, all’epispadia ed alla torsione del pene stesso lungo il proprio asse longitudinale.

Il pene curvo o incurvamento “congenito” isolato è una condizione causata dalla sproporzione nello sviluppo dei due corpi cavernosi del pene ed è caratterizzata dall’apparente normalità del pene in stato di flaccidità con evidenza della curvatura durante l’erezione, curvatura che può essere dorsale, laterale destra, laterale sinistra o ventrale.

La patologia del pene curvo è spesso associata all’ipospadia, all’epispadia ed alla torsione del pene stesso lungo il proprio asse longitudinale.

A ciò dobbiamo anche aggiungere che una curvatura congenita del pene può essere la conseguenza di un’anomalia nello sviluppo del tessuto penieno sotto-dartoico e della fascia di Buck, generalmente definita corda senza ipospadia, poichè meato uretrale esterno ed uretra e meato sono normali.

Il grado dell’incurvamento è assai variabile, viene notato dal ragazzo al momento della pubertà per la maggiore durata e maggior numero di episodi erettivi che si verificano in questa fascia di età, e si può andare dalla semplice modificazione estetica fino ad arrivare alla difficoltà estrema con impossibilità nella penetrazione con i relativi risvolti di ordine psicologico che ne derivano.

È proprio il disagio nel paziente che lo porta alla visita andrologica ed a richiedere l’intervento chirurgico correttivo di corpoplastica di raddrizzamento penieno.

La diagnosi viene effettuanto con autofoto sec. Kelami cioè con documentazione fotografica del pene in erezione dal davanti, dai due lati, e dall’alto.

Importante anche effettuare una ecografia peniena dinamica con PGE1, dinamica vuol dire che bisogna indurre l’erezione effettuando una piccola infusione endocavernosa di Prostaglandina sostanza ad azione vaso dilatante che stimola l’erezione, sia per valutare il lato ed entità della curvatura, sia per escludere zone di fibrosi cavernosa.
Normale incurvamenti maggiori di 30 gradi specie se ventrali ostacolano il rapporto e richiedono la correzione per via chirurgica.

La corporoplastica di raddrizzamento “a lembi sovrapposti”
Negli anni sono state proposte numerose tecniche chirurgiche, la prima fu ideata da Nesbit nel 1965.
Nel pene curvo sono presenti due lati quello convesso più lungo e quello concavo più corto del precedente.
Per raddrizzare il pene si asporta una losanga di albuginea dal lato penieno più lungo cioè il lato convesso in modo tale che i due lati verranno ad avere stessa lunghezza ed il pene risulterà raddrizzato.

Da oltre un decennio noi effettuiamo la corporoplastica di raddrizzamento “ a lembi sovrapposti” variante della tecnica di Nesbit tradizionale.
Dal momento che la tunica albuginea (membrana che avvolge i corpi cavernosi), non viene “asportata” (in modo irreversibile), ma solo “sovrapposta” (in modo reversibile), non è presente il rischio di asportare una quota troppo eccessiva di albuginea stessa, che determinerebbe un marcato accorciamento penieno con risvolti psicologici molto negativi.

Tale variante della tecnica chirurgica tradizionale è da considerarsi metodica chirurgica d’elezione in quanto, come ampiamente descritto in letteratura ed attestato da anni di esperienza, garantisce ottimi risultati in termini di raddrizzamento, con assenza di nodularità ed instetismi cutanei e con bassissima percentuale di recidiva (ritorno dell’incurvamento dopo l’intervento chirurgico) grazie alla migliore ed ottima tenuta delle suture chirurgiche (proprio perché si sovrappongono due lembi di albuginea senza asportare nulla).

Tale intervento può essere eseguito con o senza degloving penieno, in quest’ultimo caso non è richiesta alcuna circoncisione, procedura da alcuni pazienti non tollerata ma che, secondo i dati pubblicati in letteratura su pazienti che la eseguono routinariamente per motivazioni di ordine religiosioso e socio-culturale, causa una più bassa incidenza di tumore del pene e del glande, soprattutto in quei luoghi dove sono presenti una scarse condizioni igieniche ed infezioni croniche con la tendenza alla recidiva.

Confronto con le “altre” metodiche
1) Le tecniche tradizionali rappresentate appunto come sovradrescritto dalla “tecnica di Nesbit e sue varianti” in genere prevedono “asportazione” di una o più ellissi (e quindi una o più incisioni) di albuginea sul lato convesso, a volte con queste metodiche si possono avere ipocorrezioni (se viene asportata una quota troppo piccola ed insufficiente di albuginea) o ipercorrezioni (se viene asportata una quota troppo grande di albuginea), in quest’ultimo caso l’eccessiva asportazione di allbuginea può causare un eccessivo accorciamento penieno con rapporto sessuale difficoltoso e gravi problemi psicologici secondari.

2) Gli interventi di semplice “plicatura” senza asportazione di albuginea, hanno un alto tasso di recidiva dell’incurvamento se viene utilizzato un materiale di sutura riassorbibile, oppure, si possono creare fastidiosi noduli granulomatosi palpabili se viene utilizzato un materiale di sutura non riassorbibile.

Autore dell’articolo: Dott. Patrizio Vicini
Fonte articolo: tagmedicina.it

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