Hernia Center


L'Hernia Center è un reparto d'eccellenza della Clinica Parioli, dedicato al trattamento delle varie tipologie di ernie, attraverso tecniche all'avanguardia e personale altamente specializzato. 


Il Centro della Clinica Parioli

Il Centro è diretto dal Prof. Antonino Gatto, chirurgo di grande esperienza e capacità, coadiuvato da un’equipe di comprovata affidabilità, che ha all'attivo oltre 16 mila interventi di chirurgia generale, urologica, vascolare, toracica, oncologica, d’urgenza e laparoscopica, di cui oltre 5 mila ernie. Il paziente che si rivolge al centro viene in primo luogo visitato accuratamente nell'ambulatorio dal Prof. Gatto che, a quel punto, organizza tutto il percorso: dagli accertamenti pre - operatori, all'intervento chirurgico (eseguito in tempi brevissimi), alla dimissione ed ai controlli post-operatori. Il paziente dopo l’intervento (eseguito in anestesia locale con sedazione) rimane in osservazione per circa 1 ora (se occorre anche di più) e, successivamente, viene dimesso con l’impegno da parte dei familiari di stare in contatto con tutti i componenti dell’equipe per eventuali consigli telefonici e, all'occorrenza, anche un controllo a domicilio.

Quali sono le cause e sintomi dell'ernia

I principali fattori che causano l'ernia sono l'obesità, gli sforzi, la tosse, gli starnuti, la stitichezza, i problemi di prostata, le gravidanze, precedenti interventi ecc.
Le ernie più frequenti si manifestano nella regione inguinale (con una frequenza maggiore nell'uomo), nella regione crurale (con una frequenza maggiore nella donna) e, infine, nella regione epigastrica, cioè sopra  l’ombelico. Le ernie possono essere anche post-operatorie (laparoceli), possono cioè comparire su cicatrici di precedenti interventi chirurgici sull'addome.
Frequentemente il paziente non accusa alcun sintomo; talvolta se ne accorge perché nota una tumefazione nella regione inguinale o sull'addome. Altre volte, invece, ha dolori che si accentuano quando si trova piedi, mentre diminuiscono, fino a scomparire, in posizione supina quando si mette a letto. Inoltre, non è raro che l'ernia venga confusa con una pubalgia (soprattutto nei giovani che praticano il calcio).
In caso di strozzamento (la complicanza più temibile), il paziente accusa dolori forti nella zona dell'ernia e spesso diffusi anche sull'addome, con vomito e, a volte, anche febbre. In quale caso, è possibile che l'ernia possa strozzarsi anche in seguito a un semplice starnuto o un movimento fatto bruscamente, non necessariamente in seguito ad uno sforzo.

Come si ottiene una corretta diagnosi e qual è la terapia da seguire

Quasi sempre è sufficiente solo una visita del chirurgo, altre volte è più opportuno effettuare un'ecografia (soprattutto in caso di ernie piccole e pazienti obesi); l’importante è sottoporsi all'ecografia sotto sforzo.
Per curare tale patologia è necessario un trattamento chirurgico, che consiste nel riposizionare il contenuto del sacco erniario all'interno dell’addome (o resecarlo) e richiudere il difetto della parete addominale con dei punti robusti.
Per quanto riguarda l’ernia inguinale (la più frequente), in passato era necessario eseguire l’intervento chirurgico in anestesia generale o spinale e occorreva stare a letto in ospedale per circa 7 giorni. Inoltre, il decorso post-operatorio era doloroso e le recidive erano numerose (circa il 14%).
L’introduzione delle reti protesiche ha permesso di chiudere agevolmente e senza tensione il difetto di parete, riducendo drasticamente il dolore post-operatorio e soprattutto le recidive. Questo ha anche reso possibile, nel caso delle ernie inguino-crurali e ombelicali (non di grosse dimensioni) di effettuare l’intervento ambulatoriamente in anestesia locale con sedazione.
In ernie particolarmente grandi, o nei laparoceli, è consigliato eseguire l’intervento in anestesia generale e/o spinale con una notte di ricovero.
In caso di ernie plurirecidive si esegue l’intervento in laparoscopia (in anestesia generale), effettuando 3 piccoli buchi per inserire i trocars attraverso i quali si introduce l’ottica e gli strumenti per poter lavorare all'interno dell'addome. In questo caso è possibile che il paziente sia in grado di uscire anche la sera stessa dell’intervento, ma, per ragioni di sicurezza, è comunque preferibile che rimanga ricoverato la notte e dimesso la mattina successiva.

Quali sono le potenziali complicanze

In mani esperte le complicanze sono poco frequenti e le recidive inferiori al 1%. Nell'immediato post-operatorio una complicanza che si potrebbe presentare è l'ematoma (una raccolta di sangue) quasi mai di entità tale da dover reintervenire. Il normale dolore post-operatorio si controlla agevolmente con l’utilizzo di antinfiammatori per alcuni giorni. Una complicanza non rarissima è il dolore cronico post-operatorio, che induce il paziente a nuove richieste assistenziali, all'uso continuo di antidolorifici e, nei casi più gravi, a un nuovo intervento chirurgico.

Una struttura all'avanguardia nel cuore del quartiere Parioli a Roma

COME RAGGIUNGERCI

5 sale operatorie

24h guardia medica

30 posti per la degenza

16 studi medici

29 compagnie convenzionate

8 piani

15 posti auto (in realizzazione)

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