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Artroscopia diagnostica

metodo chirurgico e diagnostico

Che cos'e' l'artroscopia:

L'artroscopia (dal greco Arthron:articolazione; Skopein:esaminare) e' un sistema chirurgico e diagnostico che permette, attraverso l'introduzione di fibre ottiche, cannule e strumenti all'interno di una articolazione, di guardare dentro ed eseguire interventi chirurgici di riparazione e ricostruzione,che mediante la chirurgia tradizionale comporterebbero grandi incisioni chirurgiche e notevole impegno fisico del paziente nel sopportare l'intervento e il decorso postoperatorio. I fori cutanei che vengono praticati (da 2a6) sono di circa 1 cm. Con una perdita di sangue pressoche' nulla ed un decorso postoperatorio piu' rapido e molto meno doloroso.

L'artroscopia nella spalla:

Questa tecnica ha permesso (soprattutto negli ultimi anni) di comprendere patologie sino ad allora sconosciute o mal interpretate, di scoprire addirittura strutture anatomiche e di dare risposte a problemi chirurgici fino ad allora molto complessi o irrisollti. E' una tecnica complessa, tecnicamente difficile, ma che offre la migliore soluzione per molti problemi di questa articolazione. Ciononostante in certi casi le tecniche tradizionali (aperta o cosidetta miniopen) conservano ancora la loro validita' e le loro applicazioni. E' compito del chirurgo quindi saper gestire entrambe le tecniche per poter affrontare con serenita' ogni situazione e per poter scegliere liberamente e opportunamente la tecnica migliore per il paziente, senza essere vincolato da condizionamenti di tendenze o peggio commerciali.

Che cosa e' la periartrite scapolo-omerale:

Per "periartrite scapolo-omerale" si intende, o meglio si intendeva, una affezione caratterizzata da rigidita' e dolore della spalla; si pensava che questa condizione fosse provocata da una infiammazione spontanea o conseguente ad un trauma.Gia' in questa definizione e' chiarissima la genericita' e l'imprecisione della stessa. Questa diagnosi e' stata pero' fornita ai pazienti fino a tempi molto recenti. Progressivamente molte patologie sono state distinte dalla "periartrite scapolo-omerale ", grazie soprattutto all'artroscopia, e sono state inquadrate e deffinite condizioni di malattia della spalla ,sia traumatiche che funzionali, che degenerative, prima non conosciute.La periartrite scapolo-omerale e' stata gradualmete svuotata del suo significato fino a poter dire oggi che questa praticamente non esiste, ma che esistono al suo posto molte patologie certamente meglio chiarite e classificate e che per questo hanno trovato una terapa sicuramente piu' efficace.

La spalla come il ginocchio

3-4 decenni fa' si diceva ancora che il ginocchio fosse la tomba dell'ortopedico; della spalla, almeno in Italia, ancora non si parlava. L'artroscopia , una tecnica che guarda dentro le articolazioni, ci ha per cosi' dire" illuminato",rendendo progressivamente facile la soluzione di quei problemi che per lungo tempo ci avevano frustrato. Passando per un lungo periodo di tecniche miste, anche a causa del cambio generazionale dei chirurghi, si e' arrivati oggi ad utilizzare routinariamente l'artroscopia del ginocchio come tecnica chirurgica e diagnostica. Ormai ogni reparto di ortopedia ha una sezione artroscopica e la tecnica e' padroneggiata da moltissimi chirurghi ortopedici, specie per le lesioni meniscali e per le ricostruzioni del legamento crociato anteriore.C'e' motivo di pensare che la storia della spalla sia molto simile a quella del ginocchio,anche se la tecnica e' piu' complessa e la curva di apprendimento del chirurgo artroscopista di spalla piu' lunga.Ancora oggi pero' siamo ancora in pochi a utilizzare con successo questa tecnica in molte patologie della spalla,prime fra tutte:la rottura della cuffia dei rotatori e le instabilita'(lussazioni ripetute),ed altre patologie meno frequenti.Ma la tecnica e' in grande sviluppo e sempre piu' diffusamente utilizzata.

Quando e' opportuna la protesizzazone di una articolazione

Le artroprotesi dell'anca edel gnocchio sono certamente le piu' diffuse; la protesi della spalla sta' diventando una evantualita' sempre piu' frequente.

Il paziente pero' spesso si chiede: e' veramente necessario ? Se si quando e' opportuno prendere questa decisione? C'e' un limite di eta'?

Negli ultimi anni le risposte a queste domande sono fortunatamente sempre piu' gradevoli; infatti i materiali utilizzati sono estremamente piu' raffinati (titanio, bioceramiche, polietileni ad alta densita' ) che garantiscono una durata piu' lunga dell'impianto, una adattabilita' ai tessuti ossei sempre maggiore e una ricostruzione dell'anatomia e del movimento sempre piu' naturali (fisiologici).

Quindi sempre meno il paziente si accorge di avere una protesi e sempre piu' nella vita di tutti i giorni si comporta come se non.l'avesse.

Per questo non e' piu' necessario aspettare i 60-65 anni per impiantare una artroprotesi e non sara' piu' il chirurgo a proporlo, ma sara' il paziente stesso a chiedere la protesi perche' la sua qualita' di vita si e' ridotta troppo e questa esigenza e' certamente piu' sentita a 50 anni piuttosto che a 80.

a cura del Dr. Giuseppe Leoni


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